Realtà e parole

Ultimamente sto sperimentando una cosa: dare meno importanza alle parole e più ai fatti. Scontato? No per niente.
Personalmente credo che l’unica persona alla quale si deve rendere conto siamo noi stessi ma è vero anche che le relazioni sono inevitabili nella vita un pò per natura e un pò per il contesto sociale in cui viviamo (partner per esempio o colleghi di lavoro).

Per andare dritto al dunque faccio un esempio semplice e classico sul contesto relazioni amorose: ‘amore ti ho tradito ma ciò mi ha fatto capire che ti amo tanto e non voglio più separarmi da te’.
Questa è il culmine di una situazione complessa con 50000 sfumature di grigio dietro per le quali chi ascolta vorrebbe dare più valore alla seconda parte della frase;
se poi, dopo altri 1000 discorsi ci si aggiunge un ‘ti chiedo di fidarti di me, riproviamoci’ la prima parte della frase si eclissa.

Quante persone hanno dato valore alla seconda parte della frase perchè danno valore alle parole? Ne conosco tante, invece il fatto è il primo e non cambierà mai. Se diamo valore ai fatti diamo valore alla realtà, che sia piacevole o no penso sia la cosa più giusta da fare. La realtà è una grande alleata se la si accetta in tutte le sue sfumature.

Prendiamo invece un altro esempio nel contesto del lavoro. Se devi consegnare un progetto entro una data e non lo fai vieni licenziato. Questa è realtà perchè in questo contesto non contano le parole ma i fatti.

Non so ancora quanto sia bene applicare questa logica così fedele alla realtà quando l’essere umano ha bisogno di sognare e credere in qualcosa per vivere.

Quello che ne ho colto è che in questo modo si evita di fidarsi delle parole di un’altra persona e si riesce a inquadrare il suo ruolo nel contesto molto più limpidamente. Gli obiettivi che ci si pone sono più chiari e si ha una marcia in più.

Questo approccio è figlio della logica binaria, argomento sul quale sicuramente tornerò in futuro perchè molto affascinante